Salice, castagno, betulla, ginepro, sughera, zucca, piastre e ghiaie… ecco qualche materie prime per “Quello che intreccia”. Ha cominciato una diecina di anni fa con salice e vimini. Doppo aver passato sei anni come disegnatore nel settore gràfico(stampa) si è deciso a intrecciare, essendo stato sedotto per la fragranza del salice. Le formazioni che segue e gli incontri che ha con gente e luoghi particolari lo motivano per iniziare un’attività principalmente artigianale. Durante tre anni si consacra alla fabbricazione di ceste e panieri contadini quasi scomparsi nella sua provincia : Avignon, Luberon e Cevennes.

Avendo acquisite le tecniche Blaise Cayol aveva sete d’apertura. Voleva intrecciare a grande dimensione, sedurre gli architetti, giardinieri, scenografi per deviàre l’intrecciatura e associarla ad altri saper fare. Lo scopo è di trovare una maniera di mettere in valore la tecnica e la materia in un nuovo contesto, oppure ritrovato, per emanare la quintessenza, di rivelare le strutture, i ritmi e di provocare una emozione. In questo senso si avvicina al lavoro di suo padre Pierre Cayol : artista pittore a Tavel. L’architetto Martin Prével e lo zucchinaio Roland Devèze sono i primi ad avere fidùcia e a lavorare in collaborazione… una collaborazione che persista. Di là nascono dei giardini, delle scultùre, delle installazioni e delle opere sul posto. Blaise Cayol ha ornato una quindicina di giardini intrecciati, d’inspirazione medioevale, a temi, fioriti, o completamenti moderni come a Six Fours Les Plages, presso Tolone, dove il centro d’arte contemporaneogli confida da tre anni l’organizzazione dello spazio esteriore.

Quest’estate, il museo della valle del Ubaye, regione dove lartista soggiorna regolarmente e che unisce Barcelonnette a Cuneo, gli ha lasciato carta biance per esprimersi. L’esposizione « Esprit de la Montagne » aveva come filo conduttore la lettura del paesaggio basso alpino, vista da un artista che intreccia. Blaise Cayol si è inspirato dal rilievo, delle foreste, dei torrenti, degli abitanti e della storia della valle, anche dei ricordi dei suoi viaggi che ha effettuato in terre indiane (da gli Apasci, Navajos, Hopis) : personnaggi di legno, di vimine intrecciati, di zucche secche, tente primitivi é percorsi « Land – Art » nei boschi con i scolari. Nella pratica di quello che intreccia è indispensabile d’adattarsi al sito. Che sia per confezzionnare degli oggetti, delle scultùre, dei ripari, dei giardini e delle opere astratte, c’è sempre una parte di ricerca storica, sociale e semantica dei luoghi dove gli chiedono di lavorare.

E molto importante per lui d’associare queste nozioni a suo lavoro di fabbricazione in fine di legare l’intrecciatura, saper fare il più antico del’umanità, a una espressionecontemporanea… a una espressione non temporale. Blaise Cayol realizza dei giardini publici o privati in Provenza, sulla Costa Azzurra, nelle Alpi, in Lombardia, nel Piemonte e in Toscana. E presente ogni anno a Milano per Orticola al mese di maggio, al Castello di Masino in maggio e ottobre e al Castello di Paderna a Piacenza per Frutti Antichi in ottobre.